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Giovedì, 18 Aprile 2024

CRONACA NEWS

Nei prossimi giorni le associazioni Confartigianato di Catanzaro e Crotone, guidate da Egidio Verduci e Carmine Corigliano, adotteranno un nuovo regolamento interno e il codice etico di Confartigianato Imprese nazionale a cui verra' aggiunto un nuovo articolo che diventera' indispensabile per possedere i requisiti necessari per essere a tutti gli effetti socio Confartigianato. «Un segnale importante - evidenziano Confartigianato Catanzaro e Crotone - ed un vero cambio di passo delle nostre associazioni che oltre a mettere in evidenza le capacita' imprenditoriali dei soci vogliono affidare loro una vera mission sociale, importante e strategica, per poter uscire da questa sperale malavitosa che non solo mortifica quotidianamente il lavoro di tanti piccoli imprenditori e artigiani ma crea un clima di depressione e demotivazione al sol pensare ai tanti fatti delittuosi, ove non bastasse la crisi conclamata che stiamo vivendo. Tanti piccoli operatori al sol pensiero di poter essere nel mirino della "ndrangheta", tante volte rinunciano a programmi di rilancio e innovazione. In sintesi il nuovo regolamento che verra' ratificato entro il mese di aprile dai Consigli direttivi di Catanzaro e Crotone, recita testualmente: gli imprenditori associati, artigiani, commercianti, imprenditori del turismo e dei servizi, che verranno rinviati a giudizio per reati di mafia o che non denunciano i casi di estorsione ed usura inerente le loro attivita' verranno fin da subito sospesi dall'associazione su deliberato insindacabile della giunta esecutiva».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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villa colacchio2ISOLA CAPO RIZZUTO - L'Amministrazione comunale di Isola Capo Rizzuto denuncia un «grave atto di vandalismo che si è verificato nella notte tra il 4 e il 5 marzo. Con molta probabilità - spiega il comunicato - i raid si sono verificati anche nelle notti precedenti. Ignoti si sono intrufolati all'interno di "Villa Colacchio", bene confiscato alla mafia e assegnato, successivamente, all'Ente comunale che lo ha reso oggetto di lavori di totale ristrutturazione, in attesa di assegnarlo ai destinatari da individuarsi con le procedure di legge. Nella mattinata di giovedì 5 marzo - informa il comunicato - il personale del comando della Polizia municipale si è recato sul luogo in cui è ubicato l'immobile in quanto era stata segnalata la presenza di segni di intrusione. All'arrivo sul posto, purtroppo, è arrivata la conferma del vile atto: gli ignoti intrufolatisi all'interno dell'immobile, hanno derubato quanto più possibile, distruggendo parte della struttura con gravi atti di vandalismo. Ogni stanza di ogni piano (tre in totale) è stata interessata, sia da atti vandalici, che dall'asportazione di materiale elettrico ed idraulico di recente installazione. Analizzando bene ogni passaggio dei malviventi - scrive l'Amministrazione - è stato quindi rilevato che: il cancello d'ingresso risultava aperto e privo di serratura o lucchetto; nel cortile interno ove era stato allestito un campo da calcio si rilevavano atti vandalici consistenti e l'asportazione delle luci, delle panchine e perfino delle porte da gioco. Segni evidenti di danneggiamento si rilevano poi sulle finestre laterali, ove gli infissi esterni (di tutti e tre i piani) sono stati derubati mentre quelli interni completamenti distrutti. Sono inoltre stati asportati i condizionatori d'aria - prosegue la nota - e la caldaia per l'acqua calda, derubate anche numerose lampade di emergenze mentre altre sono state distrutte. Tutte le porte interne sono state oggetto di violenti atti vandalici ed altri gesti barbari si sono verificati nell'atrio interno, interessato dal getto di materiale di vario genere, e in numerose stanze del piano terra dove sono stati appiccati numerosi fuochi e sparsa della vernice sul pavimento. Infine, sono stati asportati completamente i pannelli dell'impianto fotovoltaico presenti sul tetto. Purtroppo - scrive ancora l'amministrazione - l'immobile non era ancora dotato di impianto di video sorveglianza, nei giorni scorsi il sindaco ha esposto regolare denuncia contro ignoti. Da un primo riscontro sembra difficile che il tutto possa essere stato realizzato in una sola notte, il sospetto è che gli atti vandalici e di furto siano stati realizzati in più tempi e più giorni. Spiace dover denunciare - stigmatizza la nota - l'ennesimo atto vandalico sul nostro territorio, diventa sempre più difficile lavorare a servizio della comunità in queste condizioni. L'immobile a breve sarebbe stato assegnato diventando fruibile per l'intero territorio, elevati sono stati i costi di ristrutturazione e ora andranno nuovamente trovati altri fondi ingenti per ripristinare il tutto. La speranza è che si tratti di "semplici" atti vandalici di ignoti, intenti più che altro a rubare. Qualsiasi sia la motivazione - conclude il comunicato - l'attività dell'Amministrazione proseguirà a testa alta nel rispetto della cittadinanza. L'immobile sarà presto ripristinato».

 

 

 

 

 

 

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dia relazioneSecondo il rapporto semestrale prodotto dalla Direzione investigativa antimafia la geografia criminale del territorio sarebbe in parte mutata con la nascita dell'organizzazione riconducibile alla famiglia Grande Aracri.

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dda bolognaNon solo affari, appalti, minacce e tanti soldi. L'associazione 'ndranghetista con 'epicentro' a Reggio Emilia, legata alla cosca Grande Aracri di Cutro, è riuscita a creare un sistema criminale solido e diffuso sul territorio grazie anche ad una nuova frontiera: la ricerca del consenso mediatico. Questa "storica" operazione antimafia per il nord Italia, Aemilia, condotta dalla Dda di Bologna, ha messo in luce infatti una nuova modalità per accreditarsi nell'opinione pubblica e garantirsi un'immagine 'presentabile', perché - come si legge in un'intercettazione - «è uno... è uno come si dice? E' un aggeggio che veramente dove tocca tocca taglia e fa male il giornalismo...». Il Gip Alberto Ziroldi lo spiega nella sua ordinanza, dove spuntano nomi di politici, imprenditori, forze dell'ordine e appunto giornalisti. «La ricerca del consenso mediatico, in palese controtendenza rispetto alle regole ferree della dissimulazione e dell'understatement mafioso - scrive il Gip - costituisce a buon diritto una delle nuove frontiere aperte dalla progressiva infiltrazione nel tessuto sociale», facendo credere all'opinione pubblica «che la partita si giochi tra uno Stato vessatore e onesti faticatori». Ci sono infatti diversi indagati che si sarebbero serviti dei mezzi di informazione, con interviste su quotidiani e in tv, attraverso l'aiuto del giornalista Marco Gibertini, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Gibertini è già stato interrogato e il suo legale, l'avvocato Liborio Catalliotti, ha annunciato di fare ricorso al Riesame sottolineando la non pericolosità, come già sostenuto dal Tribunale di Reggio Emilia per alcuni suoi recenti problemi con la giustizia. Il giorno dopo l'operazione antimafia che ha portato all'arresto di oltre 160 persone e il sequestro di 100 milioni, il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso, è tornato sull'inchiesta e ha lanciato un messaggio alle istituzioni. L'operazione è «un punto fermo. La svolta è questa - ha detto - ora la mafia non è solo una relazione in un convegno, ma un provvedimento giudiziario. E' una cosa ben diversa. Possono leggerlo anche loro e capire quali sono le fragilità del sistema». Per il vicepresidente della Commissione antimafia, Claudio Fava, l'operazione Aemilia è «straordinaria e inquietante per il livello di compromissione che svela tra la 'Ndrangheta e circuiti insospettabili dell'economia, della politica, dell'informazione e delle istituzioni e preoccupa in particolare la permeabilità del sistema dell'informazione».

 

 

 

 

 

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operazione quartopasso2Le mani della 'ndrangheta cirotana opererebbero nel centro Italia dal 2008: sono 61 gli arresti eseguiti questa mattina da parte dei carabinieri del Ros. Sequestrati beni per oltre 30 milioni.

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