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Giovedì, 08 Dicembre 2022

POLITICA NEWS

EDITORIALE│Crotone rischia di essere cancellata e i giovani vanno via!

Posted On Venerdì, 30 Settembre 2022 17:58 Scritto da Gaetano Megna

Corriamo il pericolo di essere cancellati dalla carta geografica. Da anni è iniziato a Crotone un lento declino, che ha visto perdere lentamente e inesorabilmente il patrimonio umano, economico e culturale accumulato nei secoli.

Il segnale più serio del regresso è rappresentato dal fatto che, ogni anno, centinaia di giovani laureati e diplomati lasciano la città per cercare fortuna in altri siti dell'Italia e del mondo. Non sono, infatti, pochi i giovani professionisti nati e cresciuti a Crotone che si sono professionalmente affermati nelle Regioni del Nord o in altri paesi europei o extraeuropei. In altre parti del mondo fanno la differenza e sono andati via perché se fossero rimasti a Crotone, pur avendo conseguito titoli di studio di altissimo livello, si sarebbero dovuti accontentare della “mancetta” dei genitori o dei nonni per far fronte ai propri bisogni. Non ci sono purtroppo dubbi sul fatto che sono centinaia i giovani che, ogni anno, lasciano con rimpianto la nostra terra.

I dati Istat sui fenomeni migratori allarmano

Qualche rappresentante della classe politica locale ha riflettuto sugli ultimi dati della popolazione residente, pubblicati dall'Istat? Penso proprio di no, perché altrimenti qualcuno avrebbe dovuto porsi la domanda: “Perché al primo gennaio 2021 la provincia di Crotone presentava una popolazione pari a 166.617 abitanti ben 1.964 unità in meno rispetto alla precedente rilevazione”. Questi sono numeri davvero preoccupanti. Sono diverse le cause che determinano la diminuzione della popolazione, ma non vi è dubbio che la percentuale più alta è dovuta al fatto che molti cittadini (giovani) sono costretti ad emigrare in cerca di fortuna in altri lidi. Ma quali sono le cause che hanno determinato l'impoverimento del territorio? La principale è legata alla presenza di una classe dirigente molto mediocre e non all'altezza del compito. Sino a quando a Crotone ci sono state le “grandi fabbriche” la città e il suo territorio sono andate avanti, anche se non mancavano le difficoltà. L'economia si muoveva perché miglia di famiglie potevano contare su entrate economiche certe (salario dei lavoratori). Il futuro del Crotonese è stato ucciso, quindi, quando è stata decisa la dismissione delle fabbriche.

Le mancata reindustrializzazione e i miliardi andati in fumo

Sono due le questioni che hanno provocato la crisi del sistema industriale nel nostro territorio: la classe politica non all'altezza del compito e la miopia nel volere difendere i posti di lavoro, senza pensare ad ammodernare gli impianti per adeguarli al sistema economico che cambiava. C'è stato anche chi, in quella situazione, ha tratto vantaggi personali svendendo il futuro della città e del suo territorio. Il dopo fabbriche è stato drammatico perché la classe dirigente scadente non è riuscita ad individuare il settore dell'economia su cui puntare per fare risorgere a nuova vita il territorio. Sono state fatte molte chiacchiere e soprattutto pochi fatti. Anche in questo periodo c'è chi si è arricchito mettendo le mani sui grossi finanziamenti arrivati dallo Stato: Sovvenzione globale, Contratto d'area, 488 e altro. Nel territorio sono arrivati centinaia di miliardi di vecchie lire che non hanno lasciato alcun segno. Anzi chi ha messo le mani su quei soldi si è adoperato per acuire la desertificazione economica della nostra provincia.

"Saccheggiatori" di voti, ma senza nessun risultato in Parlamento

La fase storica attuale è la più drammatica perché è priva di qualsiasi prospettive. Negli ultimi anni siamo stati talmente marginalizzati da non avere più le condizioni di eleggere rappresentanti al Parlamento nazionale e regionale. Non esiste più, infatti, il collegio di Crotone né per il Parlamento nazionale e né per quello regionale. I rappresentanti di Crotone sono eletti solo quando si determinano particolari condizioni astrali, o sono sostenuti da padrini politici. Alla fine di questo percorso, di lento declino, di Crotone ci si ricorda solo quando ci sono le elezioni e si punta sui voti. Non c'è da illudersi nemmeno sulla elezione di qualche rappresentante che, alle elezioni, vorrebbe farsi passare come candidato di questa terra. Dopo le elezioni questi soggetti spariscono dalla scena. I candidati purtroppo non vengono scelti a Crotone e chi viene eletto risponde ai padrini politici che lo hanno candidato in posizione utile per averlo in Parlamento e non per rappresentare i bisogni della nostra provincia. Ci vorrebbe un sussulto da parte della popolazione per riprendersi un po' della dignità cancellata.

Il futuro in mano ai giovani che non ci sono

Le rivoluzioni, anche quelle culturali, li fanno i giovani, che purtroppo dalla nostra terra stanno andando via. Senza un cambiamento di rotta, però, Crotone sarà sempre più marginalizzata e alla popolazione si continuerà a raccontare la favola delle lotte per avere le infrastrutture, il lavoro e un futuro più brillante. Tutte chiacchiere. La gente è stanca e lo dimostra il fatto che il primo partito del territorio è stato il Movimento cinque stelle, quello che ha ideato il reddito di cittadinanza che consente ad alcuni di avere qualche spicciolo per comprare pane e latte ai figli. Continuano ad esserci le clientele fatte da persone che si illudono di avere qualche briciola in cambio. Senza un cambiamento anche questo zoccolo duro è destinato a sbriciolarsi: la percentuale dei votanti nella nostra provincia è la più bassa del Paese.