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Aeroporto, nessuno ha chiesto la proroga dell'esercizio provvisorio: ecco perché l'Enac chiuderà lo scalo

Posted On Giovedì, 27 Ottobre 2016 16:32 Scritto da

conferenza chiusura aeroporto«Ho sempre provveduto in largo anticipo a chiedere la gestione provvisoria alla curatela fallimentare per evitare la chiusura dell’aeroporto». Lo ha detto l’ex sindaco di Crotone Peppino Vallone intervenendo sulla questione che sta tenendo l’intera provincia di Crotone con il fiato sospeso e cioè l’annuncio di chiusura delle attività presso lo scalo aeroportuale "Pitagora" fatto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile. Vallone ricorda di avere predisposto l’ultima richiesta lo scorso 20 giugno, il giorno dopo l’elezione a sindaco di Crotone di Ugo Pugliese. Una scelta fatta con la consapevolezza che Pugliese non avrebbe avuto il tempo materiale per occuparsi della questione aeroporto. La richiesta è stata presentata in tribunale unitamente ad un versamento di 450.000 euro derivanti da una rimodulazione di fondi royalties. In base a questi presupposti la curatela fallimentare ha disposto la gestione provvisoria sino al prossimo 31 ottobre. Oggi la richiesta di gestione provvisoria non è stata presentata e la curatela fallimentare ha informato l’Enac, che non ci sono più le condizioni per mantenere aperto lo scalo e l’Ente ha disposto la chiusura a partire dal primo novembre prossimo. Vallone ricorda di avere sempre preso l’iniziativa per presentare la richiesta di gestione provvisoria, coinvolgendo i sindaci degli otto comuni destinatari dei benefici delle royalties e il presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio.

 

 

NESSUNO HA MAI MESSO IN DUBBIO che l’aeroporto di Crotone dovesse continuare la sua attività. «Né potevo pensare che fosse Mario Oliverio a prendere l’iniziativa», ha aggiunto Vallone. Per l’ex sindaco «il governatore aveva mille altre questioni da affrontare ed era giusto che lo facesse il primo cittadino di Crotone e le cose sono sempre andate per il verso giusto». In sostanza l’aeroporto è stato mantenuto in vita, dopo la dichiarazione di fallimento, per due questioni: il sindaco di Crotone ha disposto la pratica per la gestione provvisoria e unitamente agli altri sindaci ha versato nelle casse della curatela fallimentare le somme necessarie per gestire lo scalo in una situazione di provvisorietà. Al di là di quello che afferma Vallone c’è il documento diffuso dall’Enac che parla chiaro: «L’Ente nazionale per l’aviazione civile di avere ricevuto la comunicazione da parte della curatela fallimentare (…), gestore dello scalo di Crotone, relativa al termine dell’esercizio provvisorio d’impresa fissato al 31 ottobre 2016 ha disposto la chiusura dello scalo». Senza questa informativa l’aeroporto sarebbe rimasto in attività e molto probabilmente anche Ryanair non si sarebbe del tutto defilata, anzi secondo Vallone la società irlandese avrebbe dovuto mantenere i voli. Che c’entra la Regione Calabria e perché Pugliese lancia accuse nei suoi confronti? C’è il sospetto che vi sia, in corso, una dichiarazione di guerra alla Regione Calabria da parte dell’area politica che ha sostenuto Pugliese e lo ha fatto eleggere.

 

 

DUE INDIZI FANNO UNA PROVA e il primo indizio risale alle accuse lanciate da Pugliese ad Oliverio, quando l’Enac ha annunciato l’esclusione dal bando della Sagas, la società nata per gestire l’aeroporto di Crotone. Il bando era stato fatto per trovare il nuovo soggetto, che avrebbe dovuto gestire lo scalo crotonese. L’Enac ha escluso la Sagas perché, tra i documenti previsti dal bando, vi era anche una polizza fideiussoria. E’ vero che nel bando non veniva indicata la cifra della polizza, ma è anche vero che gli altri hanno presentato la documentazione completa e non sono stati esclusi. Si poteva presentare la polizza con una cifra minima e sarebbe stato l’Enac a chiedere l’eventuale integrazione, così come ha fatto per altri. Non avere, invece, presentato la polizza ha comportato l’esclusione dal bando. Che c’entrava Oliverio col bando? Che c’entra oggi Oliverio? Potrebbe avere qualche responsabilità nel tardivo pagamento delle royalties. Ricordiamo, a chi ha la memoria corta, che l’attuale compagine amministrativa regionale ha iniziato a pagare le royalties del metano, che non erano state pagate dalla precedente amministrazione di centrodestra, nonostante le promesse e gli impegni. In quell’amministrazione era presente, con un assessore, la parte politica che oggi attacca Oliverio. Se la giunta presieduta da Peppe Scopelliti avesse versato le somme di proprietà del Comune di Crotone probabilmente oggi l’aeroporto non avrebbe problemi. E non bisogna dimenticare, poi, che in questa chiusura ci sono le responsabilità vere di tutti quelli che hanno amministrato negli anni la società Sant’Anna, che è fallita per avere prodotto circa sei milioni di euro di debiti. E’ quella gestione che è responsabile del fallimento, quelli che sono venuti dopo potrebbero avere sbagliato qualche passaggio. Senza quei debiti l’aeroporto non avrebbe avuto problemi. Ai sei milioni vanni aggiunti i circa cinque milioni di euro di royalties pagati dagli otto comuni rivieraschi della provincia di Crotone ed 1.700.000 euro della Camera di commercio di Crotone che, per mantenere in vita l’aeroporto, ha rischiato il fallimento.

 

 

 

 

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