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Sistema idrico, il gestore unico ''strozza'': 12 Comuni del Crotonese ricorrono al Tar

Posted On Mercoledì, 08 Febbraio 2023 21:31 Scritto da Giuliano Carella

I costi e i debiti rimangono a carico delle gestioni esistenti e quindi dei Comuni, mentre gli incassi e i crediti confluiscono integralmente in Sorical. È questo uno degli aspetti, sicuramente quello più importante dal punti di vista economico, che ha portato 12 Comuni consorziati con Congesi a ricorrere al Tar della Calabria per quanto riguarda il cronopragramma approvato per il subentro del “nuovo gestore unico” del Servizio idrico integrato su tutta la regione.

A ricorrere sono adesso i Comuni di Crotone, Santa Severina, Isola di Capo Rizzuto, San Mauro Marchesato, Strongoli, Mesoraca, Petilia Policastro, Rocca di Neto, Roccabernarda, San Nicola dell’Alto, Cutro e Cotronei. Insieme si sono rivolti allo studio legale di Alfredo Gualtieri a Catanzaro che ha presentato il ricorso contro Arrical (Autorità rifiuti e risorse idriche Calabria), Regione Calabria e Sorical. Il legale amministrativista ha chiesto l’annullamento, previa”sospensione” del decreto numero 60 del 30 dicembre 2022, emesso dal commissario straordinario dell’Autorità rifiuti e risorse idriche Calabria, attraverso cui si è proceduto all’approvazione del cronoprogramma del subentro con previsione che la gestione del servizio permarrà per l’intero anno 2023 in capo ai Comuni/gestori esistenti. In via subordinata, il legale ha anche sollevato eccezione di “incostituzionalità” della legge regionale della Calabria del 20 aprile 2022, numero 10, limitatamente all’articolo 18-bis inserito con l’articolo 3 della legge regionale 21 ottobre 2022, numero 32.

Nello specifico è così stabilito che
: la bollettazione dell’anno 2023 dovrà riportare il logo Sorical; i pagamenti da parte degli utenti avverranno su un conto intestato a Sorical; ai Comuni è consentita la sola possibilità di consultare il conto ai fini della rendicontazione; sui flussi incassati, Sorical tratterrà le proprie spettanze e rigirerà ai Comuni le eccedenze e che «laddove gli incassi da tariffa non fossero sufficienti» i Comuni continueranno «a coprire i consti della fornitura idrica all’ingrosso in misura non inferiore a quella garantita negli ultimi anni»; Sorical potrà trattenere sull’incassato anche le quote di rata per i debiti dei Comuni/gestori sulle forniture di acqua all’ingrosso scadute e non pagate e supporterà «i Comuni per pratiche finalizzate ad accedere a forme di finanziamento agevolato presso la Cassa depositi e prestiti per liquidare le spettanze dei fornitori»; i Comuni si fanno carico del debito pregresso nei confronti di Sorical; in ogni caso sono esclusi dal trasferimento/acquisizione debiti e crediti pregressi i quali restano in capo ai Comuni.

Secondo quanto scritto nel ricorso
dall'avvocato Gualtieri «il Gestore unico regionale non può escludere dalla gestione del servizio idrico integrato pezzi del sistema e subentrare soltanto in alcuni di essi, quali la bollettazione e la riscossione della tariffa, lasciando la gestione dell’intero servizio idrico integrato ai Comuni che, conseguentemente, ne devono sopportare i costi». E tutto ciò cozza contro la normativa statale perché «produce indebitamento con palese violazione dell’autonomia finanziaria riconosciuta agli Enti locali e, anche, del comma 6 dello stesso articolo 119 della Costituzione per il quale i Comuni possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento».

Nel frattempo, Sorical
, in ragione di tutto ciò, ha già comunicato al Comune di Crotone che dovrà ascrivere nel prossimo bilancio di previsione circa 3 milioni di euro (oltre Iva).