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Martedì, 07 Febbraio 2023

CRONACA NEWS

migranti le castellaISOLA CAPO RIZZUTO - Cinquantadue migranti di varie nazionalità, tra cui due bambini e due donne, sono arrivati stamattina ad Isola Capo Rizzuto, in località "Le Castella", nel crotonese, a bordo di una barca a vela che è finita contro gli scogli. Dopo che la presenza dei migranti era stata segnalata da alcuni bagnanti, sono intervenuti, da terra, agenti della Polizia di Stato e, da mare, motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, che hanno prestato soccorso ad alcune persone che, dopo essere finite in mare, si erano aggrappate agli scogli. I migranti sono stati portati nel porticciolo di "Le Castella" e successivamente trasferiti nel centro di accoglienza "Sant'Anna" di Isola Capo Rizzuto.

 

 

 

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veliero migrantiSono stati individuati ed arrestati gli scafisti che hanno condotto la barca a vela giunta ieri nel porto di Crotone con a bordo trentuno migranti di nazionalità irachena, tra i quali una donna. Dopo lo sbarco, i migranti sono stati portati al Regional hub Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto. Le indagini condotte da personale della Squadra mobile e dai militari della Sezione operativa navale della Guardia di finanza, hanno consentito di individuare e arrestare i tre cittadini ucraini presenti a bordo, P.V., di 36 anni, T.I. (32) e S.S. (31), ritenuti colpevoli di avere effettuato il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato. Dopo le formalità di rito, su disposizione della Procura, i tre sono stati portati nella Casa circondariale di Crotone.

 

 

 

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veliero migrantiTrentuno migranti di nazionalità irachena, trenta uomini ed una donna, sono sbarcati stamane al porto di Crotone dopo che il natante sul quale hanno viaggiato, una barca a vela di 12 metri, è stato intercettato al largo delle acque di Torre Melissa da unità della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. I migranti sono stati accolti successivamente dagli operatori della Croce rossa italiana e trasferiti al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Sono in corso accertamenti su tre persone di nazionalità ucraina ritenuti i presunti scafisti. L'imbarcazione, secondo quanto si è appreso fino a questo momento, sarebbe partita dalle coste della Turchia.

 

 

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sbarco sovereto motovedetta guardia di finanzaUna pattuglia di militari della Sezione Operativa Navale della Guarda di Finanza di Crotone, allertati dalla notizia di uno sbarco in atto in località Sovereto (KR), fra Capo Rizzuto e Le Castella, ha individuato e successivamente fermato due presunti scafisti di nazionalità ucraina i quali avevano già raggiunto Crotone e si stavano dirigendo verso la stazione degli autobus per dileguarsi.

L’attività è iniziata nella notte fra il 23 e il 24 giugno quando attorno alla mezzanotte hanno cominciato a giungere notizie riguardati la presenza di persone, verosimilmente migranti clandestini, lungo la viabilità della località Sovereto, in provincia di Crotone. Immediatamente sono state allertate le aliquote operative in mare e sul territorio.
Una motovedetta della Guardia di Finanza ha individuato una barca a vela incagliata sugli scogli a pochi metri dalla riva, in una posizione difficilmente raggiungibile, mentre una pattuglia di militari ha iniziato a perlustrare le rotabili per individuare i migranti e soprattutto gli scafisti. I migranti, fra soggetti a terra e persone a bordo del natante sono, in tutto, 59 tutti maschi presumibilmente adulti, dichiaratamente pakistani e sarebbero partiti qualche giorno fa, dalla Turchia.

I finanzieri in perlustrazione a terra, a Crotone, nei pressi della stazione degli autobus hanno fermato due persone, Y.K. e E.V. entrambi ucraini, rispettivamente di 29 e 32 anni che si stavano ivi dirigendo per allontanarsi dalla località ionica. I militari hanno quindi fermato i due sospetti scafisti.

I migranti sono stati trasferiti al centro di Sant’Anna per l’assistenza, l’identificazione e le indagini tese a ricostruire modalità del traffico e responsabilità degli ucraini fermati.

 

 

 

 

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sbarco torre melissa spiaggiaNon c'era alcun disperso in mare fra il gruppo di migranti di etnia curda che all'alba di ieri e' approdato sulla costa di Torre Melissa, nel Crotonese. Lo conferma la Capitaneria di Porto di Crotone i cui mezzi di soccorso hanno effettuato ricerche per tutta la giornata di ieri fino al tramonto, quando sono state sospese per mancanza di luce. Ma anche perche', incrociando i dati tra le forze di polizia intervenute sul posto dello sbarco, e' stato possibile accertare che l'intero gruppo di migranti, composto da 50 persone, era stato tratto in salvo e trasferito al Centro di accoglienza di Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto dove tuttora si trovano per le procedure di identificazione e l'avvio delle pratiche per il riconoscimento della protezione per motivi umanitari. Nel Cara di Isola Capo Rizzuto, al momento, sono presenti circa 600 ospiti, la meta' della capienza. Erano stati alcuni degli stessi stranieri finiti in acqua dopo che la barca a vela sulla quale viaggiavano si era rovesciata, ad affermare che uno di loro, a quanto pare un giovane, non era piu' riemerso, probabilmente tratti in inganno dai numerosi soccorritori che, a sprezzo del gelo, si sono tuffati in mare per soccorrere i profughi, compresi donne e bambini. Tra i quali anche un neonato di pochi mesi e la sua mamma rimasti intrappolati sulla barca rovesciata in mezzo alle onde e che sono stati tratti in salvo da alcuni finanzieri della Sezione operativa navale di Crotone. Donne e bambini trasportati poi nel reparto pediatria dell'ospedale civile San Giovanni di Dio dove hanno ricevuto le prime cure anche se le loro condizioni sono apparse buone. Nei loro confronti e' scattata una gara di solidarieta' da parte di cittadini crotonesi che hanno inviato centinaia di indumenti per i piccoli profughi tanto che la direzione dell'ospedale ha dovuto diffondere una nota per ringraziare tutti i generosi donatori pregandoli di non inviarne altri.

 

 

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veliero incagliato torre melissa(Foto Facebook: Michele Lonetti)

"E' stata un'esperienza bruttissima vedere tutta quella sofferenza, la disperazione, bambini di uno o due anni nell'acqua, le mamme e i pape' che urlavano chiedendo aiuto. Ma allo stesso tempo e' stata una pagina di grande umanita' quella scritta dai miei concittadini, e da tutti i rappresentanti istituzionali". A parlare e' il sindaco di Melissa, Gino Murgi, che all'alba di oggi ha preso parte personalmente, insieme a tanti cittadini della frazione Torre, al salvataggio dei migranti approdati sulla costa con una barca a vela arenatasi e rovesciatasi. "Sono orgoglioso della mia comunita' - dice all'Agi Murgi - che ha dimostrato una grande capacita' di esternare il bene e di far trionfare la solidarieta'. Di fronte a situazioni come questa emerge l'umanita' che si ha dentro. E' inimmaginabile girarsi dall'altra parte quando una mamma ti afferra le braccia per chiederti di salvare il suo bambino. Ho visto mei concittadini togliersi il giubbotto per darlo alle persone bagnate e infreddolite. Ma tutti, qui, si sono prodigati al massimo. L'associazione locale - spiega - ha portato tutti gli indumenti asciutti, gli operatori della Croce rossa hanno distribuito le coperte, quelli del 118 hanno vistato i bambini e li hanno mandati con le loro mamme all'ospedale. Sono orgoglio - conclude Murgi - di come ha funzionato la macchina dei soccorsi e dell'accoglienza, con grande diligenza e professionalita'".

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