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Sindacati, allarme rosso su Abramo cc: «Occhiuto affronti subito la crisi»

Posted On Mercoledì, 26 Luglio 2023 18:31 Scritto da

Una richiesta di incontro per la «crisi Abramo customer care» è stata inoltrata dalle segreterie regionali dei sindacati di categoria Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil all'indirizzo del presidente del Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

«Com’è noto - scrivono i sindacati -, la Abramo customer care negli ultimi anni ha attraversato una crisi senza precedenti che l’ha portata a perdere oltre l’80% del suo fatturato (da circa 120 milioni di euro del 2018 a meno di 30 milioni di euro di oggi) ed oltre 2/3 dei propri lavoratori, passando dagli oltre 3.000 ai circa 1.000 odierni. Il tutto affrontando varie fasi della legge fallimentare, dalla richiesta di concordato preventivo di ottobre 2020 fino alla dichiarazione di insolvenza del gennaio 2022 e la successiva amministrazione straordinaria».
«Ad oggi, queste Organizzazioni sindacali - si legge nella missiva -, hanno gestito con risultati anche abbastanza soddisfacenti sia il passaggio delle commesse di Abramo customer care ad altri player del mercato, riuscendo a mantenere intatto il perimetro occupazionale nonché le tutele contrattuali e la territorialità del lavoro, sfruttando al meglio la legge 11/2016 e l’articolo 53 del Ccnl delle Telecomunicazioni (cosiddetta "clausola sociale"), supportando inoltre i lavoratori nell’inoltro delle pratiche per il recupero delle somme dal passivo aziendale, che si è da poco concluso».
Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil scrivono di stare «costantemente monitorando l’andamento delle commesse afferenti all’unico committente Tim, ma dall’ultima riunione fatta con la Abramo Cc, è emerso che la committenza sta “sfilando” costantemente volumi di traffico mettendo a rischio sia la fragile stabilità economica del breve periodo che la riuscita complessiva del bando di cessione dei rami di azienda preparata dai commissari straordinari».
«Questo modus operandi del committente Tim - avvertono i sindacati - potrebbe quindi portare ad uno svuotamento complessivo delle attività vanificando anche la possibilità di utilizzare in futuro la clausola sociale, non essendo più le varie commesse appetibili in quanto sovradimensionate».
Lo scenario descritto descritto dai sindacati «creerebbe un disastro occupazionale, circa 1000 lavoratori tra Catanzaro, Crotone e Montalto perderebbero l’unico sostentamento per la propria famiglia, oltre che si disperderebbe una professionalità lavorativa anche ventennale. È un fardello che la nostra Regione non può assolutamente permettersi, dobbiamo tentare di arginare questa possibile catastrofe prima che si verifichi», solelcitano i sindacati.
«Chiediamo - concludono Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil - al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, una convocazione urgente, da indirizzare anche al committente Tim, per poter discutere e ricercare le migliori soluzioni sui temi suindicati».